lunedì 20 maggio 2013

... e ho dimenticato le stelle fisse

e ora   .senza interpretazioni . a leggerla con la nostra voce  piano piano- 
a pensare . a  scovare la nostalgia. quella cosa lì che  finge   di nascondersi 


Lettera per una nascita, Pierluigi Cappello
Scrivo per te parole senza diminutivi
senza nappe né nastri, Chiara.
resto un uomo di montagna,
aperto alle ferite,
mi piace quando l’azzurro e le pietre si tengono
il suono dei “sì” pronunciati senza condizione,
dei “no” senza margini di dubbio;
penso che le parole rincorrano il silenzio
e che nel tuo odore di stagione buona
nel tuo sguardo più liscio dei sassi di fiume
esploda l’enigma del “sì” assordante che sei.

Scriverti è facile; e se potessi verserei
la conoscenza tutta intera delle nuvole
la punteggiatura del cosmo
la forza dei sette mari, i sette mari in te
nel bicchiere dei tuoi giorni incorrotti.

Ma non sono che un uomo, e quest’uomo
ti scrive da un tavolo ingombro
e piove, oggi, e anche la pioggia ha le sue beatitudini
sulla casa dalle grondaie rotte
quando quest’uomo ti pensa e fra tutte le parole da scegliere
non sa che l’inciampo nel dire come si resta
e come si preme
nel mistero del giorno nuovo in te
che prima non c’era
adesso c’è.



sabato 18 maggio 2013

giardino interno . tutto in un cortile


Giardino interno.
collage di Ida Gallo
rio san Girolamo

Dopo il bagno la fatina/tutta stillante ridente nuda,
lascia la fonte chiacchierina/corre sotto la lattuga…
Ma la sua roba? L’hanno rubata!Che farà la povera fata?
Col pelo di gemma in un minuto/si fà un mantello di biondo velluto;
prende l’argentea scorza di un faggio,
ed ecco le scarpette per fare un viaggio.
Il cappellino? Un riccio di castagno.La veletta? La ruba al ragno.
Tre piume di passero per ventaglio,
una coccinella per fermaglio!
Poi, per boccole all’orecchio/messi due ceci di gaggia,
alla fontana, ch’è il suo specchio,
fa un inchino con civetteria…
Così quel giorno la fatina nuda/si rivestiva sotto la lattuga





giovedì 16 maggio 2013

il tempo delle ciliegie

Il tempo delle ciliegie.
collage di Ida Gallo

Era di maggio no non me ne scordo







Auguri Ida. nata di Maggio . in questo mese ancora  piove e   spiove.  " a volte è acquario umido di pesci in  apnea  ...altre di luce appannata  e pesante.


Il colore ,dentro.
IMG_0119.JPG2
 ma in Maggio ,   io vedo, c'è  quasi  una promessa. e la sabbia è  in fiore sotto un  nuovo  cielo.

ascolta  " E' una curiosa creatura il passato
 ed a guardarlo in viso
si può arrivare al piacere   del ricordo
o alla disperazione.
Se qualcuno l'incontra disarmato,
Presto, gli grido, fuggi!
Quelle tue munizioni arrugginite
possono ancora uccidere-
(Emily Dickinson)    

Così diverso ...dal sogno.
ti guarda la bambina dentro di te... e  per fortuna sa e conosce il vero . e le vuoi bene  e ti  vuole bene .e   quante volte     lei  tenta  ancora di  dar le dritte  come fosse  madre .e  ti  vuol crescere  serena e  forte . libera dai nodi di spazi e tempi e  sguardi  visi e voci che sono andati via   -via-  lasciando scorie a vuoto e malinconie .  storie quasi soltanto  tue.  e tu da madre  proteggi quella bimba e  vuoi serbarne nel sorriso  di monella la speranza di un futuro buono . rimane sempre qualcosa  da capire .che lei  ti  chiede  e tu   le puoi spiegare . insieme allora a  raccontare.  oggi. ed è  un segreto solo tra voi due .

Auguri  Ida- faccio ballar le lettere .sono contente d'esser ritornate. per un giorno.in questo giorno  16 di maggio

Arancione

e  il tempo passa in fretta . da maggio a piena estate è un soffio delle  ore.arriverà la luce attesa in tutti i mesi  grigi   .allora  una canzone . ti scrivo i versi del poeta . la musica  è la  tua.


"Nelle sere azzurre d'estate andrò per i sentieri,
pizzicato dal grano, a calpestare l'erba tenera:
come in sogno ne sentirò il fresco nei piedi.
Lascerò che il vento bagni la mia testa nuda.
Non dirò nulla, non penserò a niente...".

martedì 16 aprile 2013

Con riccio e lucina.
collage di Ida Gallo

....riccio . luci di sole .   la luce che penetra  negli  spazi. negli oggetti di casa. si dorme .
una bella stirata di  gambe di braccia di testa .di aculei e corazza. magari più tardi. fra poco .Intanto...


sabato 13 aprile 2013


"quello che cambia,
è la luce.
il freddo, il buio della notte
la non voglia di alzarsi
tutto si capisce.

ma la vera cosa diversa,
ad un certo punto,
è il cambio di luce.

assedia le persiane, col
muro bianco che attende.
istiga le gemme alla
fioritura.

è una luce che sentono tutti,
di diversa configurazione
nel regno dei viventi,
anche il cane del vicino
quando esce
anche il gatto del camino
quando dorme
anche il piccolo bebè
quando si cheta dagli strilli.

questa luce che ha ispirato
poeti e pittori a differenti
latitudini,
scopre lavori e materassi che mancano,
case occupate e fabbriche sparite
come se gli occhi non reggessero
come fossero socchiusi.

adesso mi accontento dei messaggi
gentili, che la luce mi porta
una foto di montagne brillanti
di primo mattino
una notte senza andare al pronto
soccorso
un mattino senza svegliarsi in
ospedale

a volte la luce ci restringe
l’orizzonte, come tenere un lumino
contro la barbarie che avanza"
 Lino  Di Gianni
La lucina.
c'è freddo in questo quadro. di cose mai scordate.che ritornano ogni giorno  nel risveglio.
 e al tramonto.
il lumicino però  c'è sempre stato.   piccolo impaurito quasi senza fiamma.
 come occhi che faticano a vedere.
 Ida, il  lume basta per oggi.   ci si accontenta.se porta   una poesia gentile a tutto campo che cerca
se stessa
con gli altri dentro al  mondo.




giovedì 11 aprile 2013

Foto: Aperto il balcone,gemmano i fiori.
Foto: Le tempeste, poi, si sedano.

collage di Ida Gallo.
 uno ...svegliarsi e  due mettersi a sedere . vincere la pesantezza.  la pentola  a pressione fischia. scaduto  il timer di tempo massimo incombe pericolo di  botto ed esplosione.  spegnere il fornello . urge.
 e  ora   tre.. un balzo fuori dal dormiveglia .anche con gli occhi  chiusi e senza voce  . uscire nel cortile. a ri-giocare a Reginella  non si è mai troppo grandi  per quelli come noi.è una fortuna e un vizio.
 Ida manca il tuo  collage tre. Regina ,reginella, quanti passi devo fare per arrivare al tuo Regno  con la fede e con l'anello con la punta del coltello ?  aspetto. intanto una canzone  .di quelle belle  senza età. di quelle che giocano ancora a reginella. con la erre moscia . bellina snobbina esilarante . ri-giochiamo . e poi chiuderò  ancora  . necessitano le pause agli occhi stanchi

...e tre. collage arrivato a volo  attraverso onde del mare. e  riporta in cortile a giocare quel gioco  "giocare a  non essere o a cercare di essere" che sembra la vita.tra  scatti leggeri di gambe sorrisi. e poi broncio.presagio che che mai  ci sarà  il fuori del gioco. perdute   da sole di dentro  agli altri straniere  oppure  straniere di fuori e di dentro  in terre non nostre.
Non ora...
Reginella risponde a domanda di passi  "  tenta un passo di leone di lince di gazzella. e se non puoi  prova il passo di formica .non arriverai  al mio regno ma non morirai di distorsione dolorosa . nel formicaio c'è  pure la Regina faro di un regno solerte.  dittatura  variopinta    trova la cuccia e odora intorno .e ognuno abbia  il suo regno . in pace
Passi ..fatti,,non fatti.